“Raggio di Luce fattura felicità.
Esattamente il contrario di quanto succedeva nei posti in cui ho lavorato prima: tanto stress, zero sorrisi. Produrre non è ‘fare soldi’. Produrre è la gioia di amare ciò che si fa, in sintonia con la propria squadra.
Sono Emiliano Balistreri, operatore socio-sanitario, ma prima d’ora ho fatto esperienze diverse. Per 13 anni ho ricoperto un incarico di responsabilità in agenzia immobiliare, con così tante preoccupazioni che mi entravano in testa le case degli altri, quelle che mostravo e quelle che vendevo, e poco a poco prendevano il posto della mia, che si sbiadiva.
E’ per questo motivo che ho deciso di cambiare tutto: avevo bisogno di stare bene, di lasciarmi alle spalle una carriera che fagocitava le cose importanti, i momenti in famiglia.
Anni fa scrivevo sceneggiature, una vecchia passione: la Cooperativa è stata l’occasione di reinventare il copione della mia vita, cancellando l’ansia accumulata e tracciando un’altra strada per il mio futuro. Oggi faccio il tutor ma ho iniziato da operaio semplice con la raccolta differenziata, poi la consegna della frutta per una multinazionale, le pulizie, la guida del muletto… mi sono ‘sperimentato’ in tutte le commesse del team, l’ho visto crescere e sono cresciuto insieme a loro.
Sono tornato felice. Raggio di Luce ti insegna a esserlo anche se stai andando al lavoro prima dell’alba, ma avresti preferito dormire un altro po’. A trasformare un semplice turno con i colleghi in una specie di laboratorio creativo, dove ognuno si racconta, mentre ci si scambiano pezzi di vite che – visti in prospettiva – possono dare un senso diverso alla tua. Così ci dicono i dipendenti di un’azienda in cui confezioniamo biscotti: stare con noi li riporta indietro ai tempi della scuola, addirittura alla ricreazione, quando fare tante cose non pesava, perché era bello farle insieme.
Raggio di Luce è trasparenza. I ragazzi che seguo durante i turni non hanno filtri. Sono sinceri, genuini, si ‘dichiarano’ apertamente senza mai ferire. Con loro ho imparato il linguaggio della sensibilità, le parole che ti permettono di capire e aiutare con dolcezza, al momento giusto. Quelle dei consigli affettuosi, distanti anni luce da quelle dei giudizi. E ho imparato che certe differenze esistono solo nella nostra mente, certi muri costruiti per paura di qualcosa non fanno altro che schiacciare qualcos’altro, noi stessi. Per andare avanti, migliorare, dobbiamo abbatterli”.





