luca de nardis

Luca De Nardis

“Raggio di Luce è il ‘bicchiere mezzo pieno’.
 
E’ il lato positivo che prevale all’improvviso, la spinta a dissipare tutte quelle ombre in cui eri abituato a riconoscerti, per arrivare a scoprire che non ti rappresentano affatto.
 
Mi chiamo Luca De Nardis, ho 45 anni, e da metà febbraio di quest’anno faccio parte del team di Simona. Mi ha affidato un compito che per me è stato terapeutico: oltre a mansioni di segreteria amministrativa e di supporto ai progetti della cooperativa, aiuto i dipendenti che stanno prendendo la patente a sbrigare le pratiche per l’esame di guida. Lo ha fatto in considerazione delle mie vicissitudini personali: per almeno due anni, la burocrazia ha letteralmente bloccato la mia vita, a partire dai documenti di cui avevo bisogno per lavorare e che non riuscivo a ottenere per via di lentezze e impedimenti causati dalla pandemia.
 
Finalmente so di essere utile, perché riesco a risparmiare tempo e sofferenze ad altre persone. In questo modo curo anche le mie ferite: Raggio di Luce è guarire se stessi lavorando per gli altri.
E’ la mia piccola ‘rivoluzione’. Mi lascio alle spalle un periodo dolorosissimo, un licenziamento e una serie di piccole, fragili certezze in frantumi.
 
Ero così sfiduciato, così profondamente convinto della mia inadeguatezza, da aver paura di accettare la proposta di Simona. Invece ne avevo disperatamente bisogno, in primo luogo per tornare a stimarmi, per provare a me stesso che so essere all’altezza di responsabilità e obiettivi.
 
Ho chiesto un part time per familiarizzare gradualmente con l’idea di un impegno che mi sembrava troppo al di sopra delle mie possibilità: oggi scopro di essere stato capace di mantenerlo, e che addirittura mi manca nei giorni in cui non sono in ufficio. E’ il mio traguardo personale, il mio regalo. Il ‘bicchiere mezzo pieno’, appunto, dopo una strada tutta in salita.
 
Raggio di Luce è presenza, #famiglia, #fiducia.
 
Qui nascono rapporti personali che prescindono dalle attività lavorative. Ho conosciuto Simona 12 anni fa, il nostro legame non si è mai perso: mi ha sempre cercato, ha aspettato con pazienza di darmi l’occasione che io stesso mi negavo.
 
Prima di dire si, ho partecipato alle vacanze e ai corsi che organizza per la cooperativa. Quello di scrittura creativa è stato il mio primo contatto con l’esterno nei mesi bui della pandemia: sono riuscito a ‘bucare’ la solitudine e a scrivere un racconto per il libro ‘Storie di Coraggio’. Un modo di elaborare certi episodi brutti del passato, di prendere la giusta distanza da ciò che è stato e di iniziare a intravedere ciò che sarà, a partire da adesso.
 
Raggio di Luce è capire che i giudizi degli altri non hanno nulla a che vedere con chi siamo. Non ci definiscono e non ci appartengono: ciò che conta è quello che facciamo, come lo facciamo. Grazie ai risultati ottenuti, al lavoro svolto, ora lo so”.