“Raggio di Luce è un orologio perfetto, in cui i ritmi di tutti si accordano sulle lancette di comprensione e rispetto: per questo il tempo passato al lavoro è così bello! Secondi, minuti, ore… ogni turno scivola via col sorriso, anche se alcuni sono più impegnativi di altri.
E’ un tempo riempito di impegno e gentilezza, scandito diversamente da quello che regola ogni altro posto in cui sono stato. Un tempo che ti si apre davanti proprio quando pensi di non averne più, per ricordarti invece che la vita è piena di sorprese.
Mi chiamo Massimiliano Antonicoli, ho 52 anni, nel 2020 sono in squadra quando l’unica prospettiva, alla mia età e con 30 anni di lavoro sulle spalle, sembrava essere il precariato in sostituzione di colleghi in ferie.
Invece Raggio è stata la svolta inaspettata: colloquio con la Presidente, Simona, poi formazione e immediatamente contratto indeterminato. Tempi brevissimi e incredibili se misurati con i parametri abituali, ma ripeto, il nostro orologio è tarato su un meccanismo diverso, una specie di clessidra: ci passano attraverso granelli di fiducia, meritocrazia, amore per gli altri. E arriviamo alla meta prima del previsto!
Amo profondamente il mio team, facciamo gioco di squadra. Da tutor ho imparato ad ascoltare i ragazzi che lavorano con me. Mi trasmettono valori che non credevo esistessero più: spontaneità, semplicità, concretezza e lentezza al tempo stesso.
Una ‘lentezza’ che è dare importanza al singolo gesto, a ogni parola, alle persone, mentre fuori spesso la rapidità ingoia tutto e tutti nel vortice dell’indifferenza. E una ‘concretezza’ che significa traguardi raggiunti, obiettivi fissati e superati, clienti felici di collaborare con noi.
Raggio di Luce è capire che quelli che consideriamo difetti sono in realtà punti di forza: ho sempre sofferto della mia iper sensibilità, in Cooperativa è diventata la mia carta vincente, quella che mi aiuta a mettere i colleghi in condizione di dare il meglio di sé: so quando si sentono un po’ giù, so quando il timore del giudizio degli altri sta per arrivare. So cosa dire: che in qualche modo ci sentiamo tutti ‘guardati’, ma non è un problema.
A fine giornata l’unica cosa che conta è sapere di aver fatto il massimo. Anche gli errori sono il massimo, nascono dall’ingenuità e sono occasioni di miglioramento. In sostanza, è quello che dico a me stesso.
Qui ci si conosce davvero, per come si è.
Per un periodo ho condiviso un appartamento con tre colleghi, qualche mese di lavoro fuori sede. Siamo stati benissimo, mi ricordano i miei figli. Con loro è bello spostarsi e scoprire posti nuovi, altri modi di fare, di cucinare.
Perché Raggio di Luce è anche questo: darsi la possibilità di cambiare, con la certezza di aver trovato una famiglia”.






