“Raggio di Luce è imparare che la pelle delle persone sensibili è così sottile che un graffio può bruciare più di un’ustione. Per questo ci si avvicina agli altri in punta di piedi, bussando piano alla porta. Con rispetto. Se aprono, ti accompagnano nel viaggio della loro vita per mano, a ritroso, dal presente al passato. Che, per fortuna e per definizione, è passato: non esistono i ‘marchi a vita’, possiamo essere molto diversi da chi siamo stati. Si va avanti, ci si evolve: anche il vissuto più difficile può essere un trampolino di lancio per aspirare ad altro. Non da domani, da adesso. Subito. E’ quello che ripeto a me stessa e ai colleghi.
Sono Rosa Paone, operatrice socio-sanitaria. Quando sono arrivata a Roma da Napoli, 5 anni fa, non immaginavo il percorso meraviglioso che sto facendo né l’esperienza che mi aspettava in Cooperativa.
Ho iniziato da semplice operaia, in azienda, gomito a gomito con i colleghi del mio team. Oggi sono una tutor. E’ una conquista grandissima. Perché non sempre il mondo del lavoro premia l’impegno. Perché sono una donna, e ancora oggi non è facile sfondare il ‘soffitto di cristallo’ che ci separa dalle carriere degli uomini. Nonostante quel ‘quid’ in più, quella capacità innata, materna, di comprendere e proteggere che diventa risorsa anche in ufficio.
La responsabilità che mi ha dato Simona, la presidente, significa stima e motivazione. Significa speranza, ed è la metafora di Raggio di Luce: siamo tutti cambiati rispetto a quando abbiamo iniziato. Tutti abbiamo affrontato la nostra battaglia con le paure, tutti abbiamo vinto e siamo un po’ più in là rispetto ai blocchi di partenza. Il mio incarico è un atto di fiducia, che contraccambio quando un collega a sua volta riesce a fidarsi di me: restituisco questo dono rarissimo, lo estendo, e ogni volta che succede sento di essere sulla strada giusta, di star facendo bene il mio lavoro.
Sono sempre attenta e interessata a chi mi sta intorno, faccio tante domande per empatizzare. Raggio di Luce ti insegna che le parole sono importanti. Servono a conoscere e farci conoscere. Ma vanno scelte con cura. La mia gioia più grande? Aver usato quelle giuste con un collega che stava vivendo un brutto momento. Le ha seguite, si è salvato. Vederlo ha aiutato anche me.
Raggio di Luce è capire che salvare qualcun altro significa salvare noi stessi.
E’ voler migliorare sempre, è crescere senza invecchiare”.






