“Come succede a tanti genitori, accompagnare per la prima volta mio figlio sul posto di lavoro è stata la gioia più grande. Ma avete mai pensato, un giorno, di diventare colleghi? A me è andata così.
Mi chiamo Shkelqim Jonuzi, ho 62 anni e tante occupazioni alle spalle: edilizia, agricoltura, giardinaggio. Vengo dall’Albania, che mi manca, e amo l’Italia, dove ho trovato stabilità: Raggio di Luce per me è il punto d’equilibrio perfetto fra queste due dimensioni. E’ il posto che ti fa sentire finalmente a casa.
Non li conoscevo, li ho scoperti appunto grazie a mio figlio. Lui era perplesso, forse aveva paura di mettersi alla prova. L’ho incoraggiato ad accettare. Da subito mi era sembrata una grande occasione per lui, non poteva sciuparla. Così è stato. L’ambiente è accogliente, gli danno molte attenzioni, addirittura si sente ‘coccolato’ dai colleghi.
La carta vincente di questa Cooperativa è l’approccio con i dipendenti, a partire dal rapporto con Simona, la presidente: le persone sono sempre al primo posto, sempre. E’ la differenza tra sentirsi ‘un numero’ e riprendere la consapevolezza di valere molto, di essere importante.
Qualche esempio? Prima di assegnare orari e giornate lavorative lo staff ci chiede se siamo disponibili in quelle fasce temporali. C’è sempre qualcuno del team pronto ad ascoltare i ragazzi, che sia il responsabile di turno, la psicologa o l’assistente sociale. Le nostre performances vanno di pari passo alla mentalità gentile di chi dirige: siamo tutti molto bravi. Chi lavora va rispettato, onorato: è la bandiera della Cooperativa.
Io sono diventato tutor, una responsabilità quasi morale: i miei ragazzi li seguo con attenzione e con pazienza, ho imparato l’importanza di rendere serene le persone, dà ottimi frutti. E di riflesso mi sento anch’io a mio agio, sono felice.
Quando capita di fare un turno insieme a mio figlio, a volte, risponde al ‘papà’ più che al ‘collega’. E anch’io, spesso, invece di trattarlo da collega, lo tratto da figlio. In realtà mi succede con tutti i membri della squadra.
Ma in fondo un tutor è un riferimento, un punto fermo, una persona pronta ad aiutarti quando senti che qualcosa ti spaventa. E allora, non è anche un po’ un papà per tutti?”.






